News Archives: 2021

David Crosby och Jackson Browne fångar också tidsandan

https://www.sydsvenskan.se/2021-07-23/david-crosby-och-jackson-browne-fangar-ocksa-tidsandan

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Jackson Browne in una versione intima di ‘The long way round’

Il cantautore statunitense, 72 anni, pubblica il 23 luglio il nuovo album ‘Downhill from everywhere’ e attinge al suo canzoniere per questa versione intima di ‘The long way round’ dal suo lavoro del 2014 ‘Standing in the breach’. Dalla prossima settimana l’artista sarà in tour negli Stati Uniti insieme al collega e amico James Taylor

https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/jackson-browne/392313/393026

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Jackson Browne: “I nostri rifiuti dureranno più della nostra cultura”. L’intervista

https://www.rockol.it/news-723762/jackson-browne-downhill-from-everywhere-l-intervista

Di Gianni Sibilla

Per scrivere una canzone ci possono volere anche anni: e così “Downhill from Everywhere”, il nuovo album di Jackson Browne, arriva a ben 7 anni, da “Standing in the breach” del 2014. In mezzo c’è stato di tutto: la presidenza Trump, il Covid-19 – che il cantautore californiano ha contratto ad inizio pandemia. Ci sono i ricordi del Laurel Canyon e la collaborazione con le nuove generazion, in particolare quella con Phoebe Bridgers (“Una delle migliori voci della sua generazione: l’ho vista dal vivo diverse volte e io e sua madre eravamo sempre le persone più adulte nel pubblico…”).
Il risultato non cambia, per fortuna “Downhill frome everywhere” è un album classico, sia nei suoni che nei temi politici, che sono diventati il centro della musica di Browne fin dagli anni ’80, mettendo in secondo piano la sua dimensione intima, ispirata dalla sua amica Joni Mitchell. La conversazione con un’icona del rock americano, tra nuova musica e uno sguardo al passato.


“I’m still looking for something”: è la prima frase che canti nel disco. Dopo quasi 50 anni di carriera cosa cerchi oggi nella musica?
La musica è una ricerca continua, sia sul suono che nelle parole. In questo disco mi sono concentrato sul trovare il suono giusto della batteria, per esempio. Capire cosa fa un batterista è stato illuminante, ti fa cambiare il modo in cui pensi alle canzoni. Ma oltre alla batteria, cerco sempre anche il modo giusto per vivere: il tempo che abbiamo per capirlo è limitato.

Cosa ti spinge oggi a scrivere una canzone?
Sono alla ricerca di modi nuovi di raccontare le mie sensazioni o quello che vedo nel mondo. Raccontare una storia, prima di tutto a me stesso. Farmi domande è il motore della mia musica: quando ho un’idea ci posso mettere anche degli anni. Certe idee magari tornano dopo molto tempo: è impossibile finire una canzone se non rispondi alle domande che ti fai. La prima canzone del disco parla esattamente di questo, della libertà di seguire le risposte che trovi facendoti certe domande.

“Downhill from here” ha avuto una gestazione lunga: doveva uscire sei mesi fa, ma la situazione ora è cambiata: in America avete un nuovo presidente, per esempio.
Ho passato un parte della mia vita con un presidente che non mi piaceva, è parte della democrazia. Anche se Trump non è più presidente, ha lasciato dietro di sé un paese spaccato, dove una parte della politica sta mettendo in discussione le stesse basi della nostra nazione.

Allora qual è il significato del titolo del disco? Le cose possono solo migliorare, o possono ancora peggiorare?
Come in una canzone country, le cose possono sempre peggiorare… “Downhill from everywhere” è la definizione che il Capitano Charles Moore diede degli oceani, dopo avere notato come si riempie di plastica quel punto in cui le correnti si incontrano, diventando una sorta di gigantesca pattumiera. La canzone parla di questo, di come gli oceani sono diventati il luogo per tutto quello che l’umanità ha prodotto e non vuole più. I nostri rifiuti dureranno più della nostra cultura.

C’è stato un punto di svolta nella tua carriera: negli anni ’80 la tua musica è diventata molto più politica e appassionata, su temi come questo. Come è nato questo cambiamento?
Fu una risposta a cosa succedeva nel mondo: in quel periodo, le soluzioni che il presidente Reagan proponeva a problemi complessi erano troppo semplicistiche. Ma molti ascoltatori non si aspettavano da me un approccio satirico come quello di “Lawyers in love” o direttamente politico. Fu una necessità. Ma scrivere canzoni, con il tempo tra quando le scrivi e le pubblichi, è un modo tutt’altro che immediato di reagire. 

Fu una svolta ancora più spiazzante, se si pensa che prima eri uno dei pochi cantautori cresciuti in California ad avere seguito la strada indicata da Joni Mitchell. Recentemente ha raccontato che molti tuoi colleghi maschi furono spaventati da “Blue” e da quell’approccio così aperto e intimo e che per questo venne sottovalutata o sminuita. 
Si, è vero: sono uno di quelli che più ha seguito la sua lezione: per me Joni Mitchell era tutto. Non capisco come qualcuno possa dire che era sottovalutata: ha scritto alcune delle canzoni più influenti della storia, viene citata da artisti diversi come Elvis Costello a Chrisse Hynde a Peter Gabriel. Ha aperto molte strade, non solo con “Blue”: poco dopo i si diede al jazz. una forma musicale che notoriamente non paga ed è sottovalutata. È una delle cantautrici più stimate di sempre, anche se non andò tanto in tour e negli ultimi anni si è ritirata.

Sei cresciuto musicalmente nel Laurel Canyon di Joni Mitchell, CSN&Y, Eagles. Sei ancora in contatto con qualcuno di quella scena?
In realtà divenne subito un posto molto costoso dove vivere: se ne andarono tutti in fretta… Sono amico con molte delle persone che frequentavo, anche se ci vedevamo poco al tempo perché appena le nostre carriere presero il volo eravamo sempre in tour. Gente come Don Henley o JD Souther, che ora vivono in Texas o a Nashville. Mi hanno raccontato che ad una serata in onore di Linda Rondstadt alcuni di loro si sono trovati, ma sono finiti a parlare delle pillole che prendono per dormire…

La maggior parte della gente che creò quella scena in realtà arrivava da altri posti: dal Canada, dal Texas, dal Michigan.
Il canyon era un posto accogliente, con un’atmosfera verde e pastorale rispetto alla pianura di downtown: la gente venne a Los Angeles per fare i dischi, perché lì c’erano i discografici, gli studi. Si imparava molto a frequentare quelle persone e quei luoghi, e ovviamente si facevano molte altre attività…

Il tuo amico David Crosby ha venduto i diritti delle sue canzoni, una tendenza diffusa in tutta l’industria. È qualcosa che hai preso in considerazione?
Dipende molto dalla situazione in cui sei: è qualcosa che non ho bisogno di fare, ora. E non credo che otterrei le cifre che sono state offerte ad alcuni colleghi.

L’anno scorso sei stato uno dei primi musicisti a dire in pubblico di avere contratto il Covid-19. Come stai, ora?
Sto bene, senza effetti a lungo termine. Quando eravamo giovani abbiamo abusato di noi stessi senza davvero preoccuparci di quello che sarebbe potuto succederci dopo. Spero che il vero effetto a lungo termine di questo periodo sia insegnare ad avere più attenzione alla nostra salute.

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Jackson Browne un disco nuovo per un uomo nuovo: Downhill From Everywhere

https://www.spettakolo.it/2021/07/20/jackson-browne-un-disco-nuovo-per-un-uomo-nuovo-downhill-from-everywhere/
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Recensie Jackson Browne – Downhill From Everywhere

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JACKSON BROWNE

DOWNHILL FROM EVERYWHERE

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JACKSON BROWNE – MY CLEVELAND HEART (Single)

https://rootstime.be/index.html?https://rootstime.be/CD%20REVIEUW/2021/JULI1/CD52.html

Nadat in 2014 het album “Standing In The Breach” van de Amerikaanse pop- en rockzanger-songschrijver Jackson Browne op de markt kwam werd het heel lang erg stil rond deze muzieklegende uit Los Angeles. Nu zeven jaar later komt er op 23 juli 2021 eindelijk een nieuwe plaat van hem uit onder de titel “Downhill From Everywhere”, het vijftiende soloalbum uit zjjn 50-jarige carrière. Hij werd op 9 oktober 1948 geboren in de Duitse stad Heidelberg als zoon van een Amerikaanse militair die daar gestationeerd was. Zijn allereerste geschreven song is nu nog steeds een klassieker: “These Days” componeerde hij als 16-jarige voor de Duitse zangeres Christa Päffgen. Zij werd later bekend als Nico met wie Jackson Browne een korte romantische relatie heeft gehad en die later de geweldige stem werd bij Lou Reed’s groep ‘The Velvet Underground’. Toen hij was teruggekeerd naar Los Angeles in Californië werd hij gedurende korte tijd een lid van ‘The Nitty Gritty Band’ en van ‘The Eagles’ waarvoor hij meerdere songs heeft geschreven met als bekendste nummer “Take It Easy” uit 1972.

Datzelfde jaar bracht hij zijn debuutalbum “Jackson Browne” uit als soloartiest. Daarna volgden meerdere albumklassiekers zoals “For Everyman”, “Late For The Sky” en het geweldig mooie “The Pretender”. In totaal verkocht hij alleen al in Amerika meer dan 18 miljoen albums tijdens zijn muzikale loopbaan en platen als “Running On Empty” (1977), “Hold Out” (1980), “Lawyers In Love” (1983), “Lives In The Balance” uit 1986 en het in 1993 uitgebrachte “I’m Alive” horen eigenlijk thuis in de platenverzameling van iedere echte muziekliefhebber. Maar u kunt natuurlijk nog altijd één van de twee verzamelalbums aanschaffen met zijn grootste hits: “The Next Voice You Hear: The Best Of Jackson Browne” en/of “The Very Best Of Jackson Browne” dat uitkwam naar aanleiding van zijn meer dan terechte opname in de beroemde ‘Rock And Roll Hall Of Fame’ in 2004 waarbij niemand minder dan Bruce Springsteen de bijhorende lofrede uitsprak.

Een ander topmoment in zijn carrière kwam er toen Jackson Browne in 1988 mocht optreden voor “A Black And White Night”, de live show van Roy Orbison waar hij het podium deelde met Elvis Costello, Bruce Springsteen, Tom Waits, Bonnie Raitt, J.D. Souther, T.Bone Burnett en de zangeressen Jennifer Warnes en k.d. lang. Ook zijn geëngageerd activisme tegen nucleaire energie en zijn politiek engagement voor de Democratische Partij in Amerika zijn alom gekend.

Zijn nieuwe album “Downhill From Everywhere” komt dan ook als een zeer aangename verrassing. De plaat had eigenlijk al op zijn 72e verjaardag op 9 oktober 2020 moeten uitgebracht worden maar dat werd uitgesteld tot nu door de coronacrisis waarvan hij zelf ook het slachtoffer is geworden met een langdurig genezingsproces tot gevolg. Er werd vorig jaar wel een eerste single uit de plaat getrokken met het nummer “A Little Soon To Say” dat nu dus opgevolgd wordt door de single “My Cleveland Heart” waarmee we u hier via de video graag laten kennismaken in afwachting van het uitkomen van de nieuwe plaat die wij hier binnenkort ook vurig hopen bij u te mogen introduceren op deze pagina’s.

(valsam)
“72 years old/young music legend Jackson Browne from Los Angeles, California will be releasing his 15th solo record ‘Downhill From Everywhere’. His debut album already dates back to 1972 but his singing and songwriting skills are still getting better by the years. The song ‘My Cleveland Heart’ is the second single from this new record and succeeds ‘A Little Soon To Say’. Further information on his newest album will follow soon.“ – www.rootstime.be

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Jackson Browne

Downhill From Everywhere

https://writteninmusic.com/albumrecensie/jackson-browne-downhill-from-everywhere/
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Na de uitgebreide viering met een door een indrukwekkende gastenlijst bevolkt eerbetoon Looking Into You  en het uit 2014 daterende Standing In The Breach bleef het angstvallig stil rond de singer- songwriter die nog tijdens zijn tienerjaren These Days componeerde, een prachtig melancholisch nummer dat in New York opgepikt werd door Nico, vanaf de jaren zeventig volgden talloze covers.

Jackson Browne begon na hand- en spandiensten voor The Nitty Gritty Dirt Band en Eagles en Linda Ronstadt in de vroege jaren zeventig voor eigen rekening. In de halve eeuw dat hij muzikaal actief is kwamen er een dozijn studioplaten uit naast een handvol concert registraties met het weergaloze Running On Empty als hoogtepunt.

De laatste tijd zat het niet echt mee, Browne werd tijdens de vroegste Coronagolf  besmet met het Covid virus. De herstelperiode nam een lange periode in beslag. Cleveland Heart, een  samen met gitarist Val McCallum gecomponeerde song, vormde enkele maanden geleden de voorbode en nu is er met enige vertraging  de langspeler Downhill From Everywhere.

“Still looking for something”, zingt de ondertussen 72- jarige muzikant in de opningstrack op een wolk van gitaarwerk van Greg Leisz en Val McCallum, die componeerde samen met Browne My Cleveland Heart dat op snerpende snarenlicks passeert. Niets nieuws onder de zon vakkundige geassembleerde popmuziek, daar tekent een verzameling gereputeerde muzikanten zoals Bob Glaub die de rotsvaste en tegelijk soepele ritmesectie vormt met Maurice Lewak, sporadisch duiken gastpercussionisten zoals Russ Kunkel en Jay Bellerose op die de eerder genoemde voortreffelijke gitaristentandem en toetsenman Steve Young ondersteunen.

Browne beseft meer dan ooit dat hem niet veel tijd meer rest en als trotse grootvader van een kleinzoon is hij bezorgd om de toekomst van de volgende generatie. In het afgemeten songwerk komen als vanouds sociale problemen en de teloorgang van de natuur volop aan bod zoals het expliciete Downhill From Everywhere illustreert, de gospelgetinte titeltrack herinnert aan de uit ’74 daterende onheilstijding Before The Deluge, ruim een halve eeuw later helaas actueler dan ooit. Until Justice Is Real, een priemende aanklacht tegen onrecgtvaardigheid snijdt nog dieper, ook muzikaal met de bijdrage van gitarist Waddy Wachtel.

In Minutes To Downtown duikt Brownes oude kompaan Mark Goldenberg op met subtiel gitaarwerk,  in combinatie met de sirenezang van Chavonne Stewart en Althea Miles resulteert dat in een fraaie passage. A Human Touch een duet met Leslie Mendelson  stamt uit 2019 en dook eerder op in de  soundtrack van de documentaire over het werk van het verplegend personeel in 5B, de allereerste aidsafdeling in San Francisco.

The Dreamer meandert op akoestisch snarenwerk, lichtvoetige percussie, vihuela en de aanlokkelijke zang van Chavonne Stewart. Achter die bijzonder aangename soundtrack van dit in samenwerking met  Eugene Rodriguez  tot stand gekomen weemoedige getuigenverslag  schuilt de tragiek en de uitzichtloze situatie van illegale vluchtelingen uit Mecxico in dit in samenwerking met  Eugene Rodrigez.

Die warme latinfeel is eveneens sterk aanwezig in het met creoolse flarden gelardeerde Love is Love, (Lanmoe se Lanmou) en nog sterker in het wervelende tweetalige Barcelona

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Jackson Browne bleibt sich treu

https://www.bremenzwei.de/musik/neue-alben-182.html

Jackson Browne singt über das Alter, die “Barenaked Ladies” wechseln zwischen komplett unterschiedlichen Stilen und John Mayer lässt die achtziger Jahre aufleben. Die Musiktipps der Woche, vorgestellt von Eva Garthe, Till Lorenzen und Harald Mönkedieck.

Jackson Browne bleibt sich treu

Porträt von Jackson Browne
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Jackson Browne gehört zu den großen Songwriter der letzten 50 Jahre. Seit einem halben Jahrhundert schreibt der Mann aus Los Angeles Songs, die introvertierte Themen mit einem scharfen und kritischen Blick auf die politische Welt zusammenbringen. Gerade ist sein neues Album “Downhill from everywhere” erschienen.

Wie klingt’s?

Mit 72 Jahren und nach überstandener Covid-Erkrankung, ist das Alter eines der Themen auf diesem musikalisch soliden und inhaltlich vielschichtigen Album. Jackson Browne war noch nie ein Humorist, und so bleibt er seinem bewährten Tonfall treu: mal melancholisch, mal anklagend. Er thematisiert nicht nur das eigene Leben, sondern auch die Zukunft des Planeten, wie im Titelsong “Downhill from everywhere”, in dem der die Verschmutzung der Meere anprangert.

Warum hören?

Im Jahr 2021 kommt von Jackson Browne kein neuer Sound, sondern längst Bewährtes. “Downhill from everywhere” ist ein hörenswertes Kapitel in der langen Jackson Browne-Saga. Für alte Fans und solche, die es noch werden wollen.

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David Crosby und Jackson Browne mit starken Alben

https://www.azonline.de/welt/kultur/musik5/david-crosby-und-jackson-browne-mit-starken-alben-2286139

Berlin/Los Angeles (dpa)

Als Pioniere des Westküsten-Sounds verkörpern David Crosby und Jackson Browne eine wichtige Ära der US-Popmusik. Mit zwei neuen Alben polieren die Veteranen ihr Spätwerk auf.

Von Werner Herpell, dpaFreitag, 23.07.2021, 13:00 Uhr23.07.2021, 13:37 Uhr

Westcoast-Haudegen David Crosby überzeugt mit seinem neuen Album «For Free». Foto: Anna Webber/Another Dimension PR /dpa

David Crosby wurde 1941 in Los Angeles geboren, der sieben Jahre jüngere Jackson Browne wuchs als Kind in der Küstenmetropole auf. Es ist aber vor allem ihre Musik, die sie bis heute zu Weltstars der berühmten Westcoast-Szene macht.

Ihr Sound: eine mit viel kalifornischem Lebensgefühl angereicherte Stilmixtur aus US-Folkrock und Country, Flower-Power-Pop und Jazz, die in den 1960er und 70er Jahren zeitweise global die Radiowellen, Charts und Kritiker-Hitparaden dominierte. 

Ikonen einer glorreichen Ära

Man muss kein Prophet sein für die Vorhersage, dass die nun gleichzeitig erschienenen Alben der Veteranen nicht mehr dieselbe Wirkung erzielen werden wie vor Jahrzehnten ihre Meisterstücke. Wie auch? Crosbys Platten mit The Byrds oder Crosby, Stills & Nash (zeitweise auch inklusive Neil Young) sind Ikonen einer Ära; Brownes melodieseliger Songwriter-Pop von einst ist immer noch ein perfekter Soundtrack für sanfte Hippies der Seventies und danach. Beide Musiker sind schon lange Mitglieder der Rock And Roll Hall Of Fame – also eigentlich Museumsstücke.

Und doch: David Crosby (79) poliert mit «For Free» seinen etwas verblassten Glorienschein nun ebenso auf wie Jackson Browne (72) mit «Downhill From Everywhere». Besonders erstaunt bei beiden betagten Herren, wie fantastisch sich ihr unverkennbarer Gesang gehalten hat.

Ihre Stimmen klingen 1A

«Das weiß ich echt nicht», sagt Crosby, der im Zoom-Interview der Deutschen Presse-Agentur sehr alt aussieht und sehr jung klingt, kichernd auf die Frage, welche Wundermittel seiner hellen, klaren Stimme seit über 50 Jahren helfen. «Ich tue nichts Besonderes dafür. Okay, ich rauche keine Zigaretten mehr, das hilft. Aber ich rauche natürlich Marihuana, sogar eine ganze Menge. Doch das scheint meiner Stimme eben nicht zu schaden. Solange sie so gut funktioniert, werde ich sie zur Hölle noch mal benutzen.» Ja bitte.

Browne wiederum erzählt im Fachblatt «Rolling Stone» (Juli-Ausgabe), sein dunklerer Gesang bleibe «einfach durchs Singen» schön. Er gibt aber auch zu, vor Jahren mal «bei verschiedenen Gesangslehrern» gewesen zu sein. «Diese Sorge, wie ich so gut wie möglich singen kann, begleitet mich schon mein ganzes Leben. Und mit gut meine ich nicht stark. Manchmal ist leise besser als kraftvoll.»

Doch was wären feinste Vocals, wie sie diese Westcoast-Helden nun schon seit Ewigkeiten zuverlässig drauf haben, ohne starke Songs? In dieser Hinsicht hat sich vor allem Grammy-Gewinner Crosby auf «For Free» selbst übertroffen – mehr noch als bereits auf seinen vier vorherigen Comeback-Platten nach langer Solo-Pause, von «Croz» (2014) bis «Here If You Listen» (2018).

Song von Joni Mitchell

Schon das Titelstück ist eine Offenbarung der Songschreiber-Kunst. «For Free» stammt allerdings von Joni Mitchell, Crosbys ehemaliger Freundin, die er bis heute verehrt. «Ich denke, sie ist die Beste von uns allen», sagt er dazu. «Ich liebe ihre Lieder. Sie ist eine schwierige Frau (lacht), aber eine fantastische Songwriterin, Sängerin und Musikerin. Ich kann Joni einfach nicht widerstehen.»

Aufgenommen hat Crosby die Ballade im Duett mit der 30 Jahre alten Sängerin Sarah Jarosz, den Klavier-Part übernahm sein Sohn James Raymond. Bei dessen Erwähnung gerät der mit einem mächtigen Walross-Schnäuzer ausgestattete Musiker im Interview erneut ins Schwärmen. «Es ist ein Geschenk, mit einem solchen Sohn gesegnet zu sein. Ich sage den Leuten gern, dass ich der glücklichste Kerl überhaupt bin. James ist zu einem Songwriter gereift, der nicht nur so gut ist wie ich, sondern manchmal sogar besser.» Mit «I Won’t Stay For Long», dem Schlussstück auf «For Free», habe immerhin nicht er selbst, sondern Raymond den besten Songs des neuen Albums geschrieben.

Gar nicht angestaubt

Prägnante Altherren-Kollaborationen für die zehn Folk-Jazz-Perlen ergaben sich mit dem 73-jährigen Donald Fagen («Rodriguez For A Night» dürfte der beste Song sein, den dessen Band Steely Dan nie aufgenommen hat) und mit Michael McDonald (69), der legendären Stimme der Doobie Brothers. «Das sind alles Leute, die die Musik in ihrer echten Substanz lieben», sagt Crosby, der immer schon gern zusammen mit Kollegen Songs schrieb. «Sie kommen nicht nur fürs Geld her.» Routiniert oder gar angestaubt klingt hier tatsächlich nichts. Und zwei weitere Alben seien schon in der Mache, kündigt der Künstler kurz vor seinem 80. Geburtstag (14. August) an.

«Er ist ein feiner Songautor, ein wirklich guter Mensch, der immer versucht hat, freundlich zu sein, solange ich ihn kenne», sagt Crosby der dpa über Jackson Browne. «Wir sind Freunde. Er liegt mir sehr am Herzen, auch wenn wir nicht miteinander abhängen, weil wir in unterschiedlichen Städten leben.»

Auf seinem harmonischen, hochsoliden Alterswerk «Downhill From Everywhere» erreicht Browne zwar nicht ganz die Flughöhe des älteren Kollegen. Doch wer seine Fabel-Alben «Late For The Sky» (1974) oder «Running On Empty» (1977) gern hört, dürfte auch mit den zehn neuen, teils mexikanisch und spanisch angehauchten Liedern kaum fremdeln.

Die warme Stimme des inzwischen graubärtigen Westcoast-Troubadors ist natürlich die halbe Miete. Und Songs wie «Minutes To Downtown», «Love Is Love» oder das (wie so oft beim Altlinken Jackson Browne) politisch aufrüttelnde «Until Justice Is Real» vermitteln das Gefühl, einem klugen Freund zu lauschen. Am Ende widmet er seiner Wahlheimat den sonnigen «Song For Barcelona». Nein, entgegen dem pessimistischen Albumtitel geht es mit diesem Singer-Songwriter keineswegs bergab.

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